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Roland Garros, Darderi: “Volevo entrare in top 20 e ci sono riuscito, ora voglio la top 10”

Il secondo italiano meglio classificato al Roland Garros 2026 sarà Luciano Darderi. L’azzurro arriva a Parigi come 14esima forza del seeding, dopo la bella cavalcata agli Internazionali BNL d’Italia. Potrebbe giocare agli ottavi con Sinner, punta sicuramente a migliorare uno storico non eccessivamente positivo allo Slam rosso. Ma con grande motivazione e consapevolezza, come racconta nel media day. D: Allora, intanto buongiorno, ben arrivato. È un periodo molto positivo dal punto di vista dei risultati e della costanza: qual è adesso il passo ulteriore, a prescindere dalle condizioni fisiche?Darderi: “Ovviamente l’obiettivo da qui a fine anno è entrare in top 10: adesso sono 16, quindi è un obiettivo abbastanza reale, anche se comunque difficile. C’è ancora questo torneo sulla terra qui a Parigi che è il più importante. Arrivo con tanta fiducia, consapevole che posso far bene. Sinceramente non ho mai fatto granché a Parigi, non ho mai superato il secondo turno, quindi le aspettative non sono altissime, ma cercherò di andare partita per partita e fare il massimo“. Ieri parlando con Flavio, visto che sia tu sia lui siete dalla parte di Sinner, diceva: “Quello che vedo in tanti giocatori è che entrano in campo contro di lui e già negli spogliatoi hanno il linguaggio del corpo da sconfitti, io invece me la voglio giocare”. È un po’ anche il tuo atteggiamento?Darderi: “Giocare con Jannik è veramente difficile, è un giocatore fortissimo. Ho già giocato con lui in Australia, quindi non sarebbe la prima volta, spero di arrivarci, però prima ci sono davvero tante partite e può succedere di tutto. Nel caso dovessi giocare contro di lui cercherò sicuramente di godermela, di entrare in campo per dare il massimo. Però lui perde pochissime partite, alla fine è il numero uno del mondo. Prima di arrivare a una partita così c’è tanto da fare, quindi non ha senso parlarne troppo ora“. Al di là della partita in sé, credi che tanti abbiano un atteggiamento tra virgolette sbagliato nell’affrontare lui o Alcaraz?Darderi: “Ognuno affronta queste partite a modo suo. Sicuramente la prima volta che giochi contro di loro è così, può pesare un po’, ma poi, quando li affronti una, due, tre volte, cerchi di capire come batterli in campo, e questa è la cosa più importante“. D: Mi ricordo l’anno scorso quando avevi finito la partita con Korda e avevi parlato dei tanti problemi fisici che ti avevano impedito di giocare con la continuità che avresti voluto. Adesso, un anno dopo, sei numero 16 del mondo: un altro mondo, un’altra vita. Che cosa è cambiato principalmente tra Roland Garros 2025 e 2026?Darderi: “Ovviamente ho più esperienza. Ho giocato molte più partite e ho vinto più titoli. Sono successe tantissime cose dopo il Roland Garros dell’anno scorso, quindi adesso ho la consapevolezza che il livello ce l’ho. Sono più tranquillo quando entro in campo, più sicuro di me stesso: questa è una cosa in più molto importante“. D: Ho parlato con Marcello Macchione qualche tempo fa, mi raccontava la storia di quando eri tornato in Italia dall’Argentina a 15 anni e volevi passare da 4.2 a 2.4, e avevi giocato due tornei contemporaneamente, con anche quel quasi incidente in macchina. Me la racconti un po’ dal tuo punto di vista?Darderi: “È successo tanti anni fa. Mi ricordo che ero a Rimini: avevo vinto una partita, e per non farla lunga dovevo giocare un’altra partita ‘pendente’ per vincere e passare al 2.4, perché poi sarei tornato in Argentina. Sull’autostrada abbiamo rischiato un incidente in macchina e ci siamo salvati per un pelo. Ce lo ricordiamo sempre, Marcello è un grande amico. Sono cose non belle da raccontare, abbiamo rischiato davvero tanto, però oggi siamo qui, e questo è quello che conta“. D: Quel fatto di giocare due tornei contemporaneamente rappresenta un po’ il tuo carattere?Darderi: “Già da piccolo avevo ben chiari i miei obiettivi e quando ho un obiettivo cerco di fare il massimo per raggiungerlo. Anche l’anno scorso, quando ero intorno al 35-40 del mondo, dicevo che volevo entrare in top 20 e ci sono riuscito. Adesso voglio la top 10. Ho sempre detto che voglio vincere Roma: quest’anno sono arrivato in semifinale, non proprio vicinissimo ma quasi. Bisogna sempre andare dietro agli obiettivi, sono loro che mi mantengono motivato“. D: L’espresso si può “replicare” anche qui a Parigi, visto che il caffè non è molto buono?Darderi: “Sicuramente non sarà come in Italia, però il caffè mi aiuta, soprattutto nei momenti in cui sei un po’ giù, è anche una cosa mentale a volte. Penso che a Roma mi abbia aiutato tanto, soprattutto finendo spesso alle due o alle tre del mattino: ho finito quasi tutte le partite molto tardi, anche ad Amburgo, tra pioggia e tutto, con de Minaur, con Hanfmann, ho finito sempre tardi. Nelle ultime due settimane ho giocato pochissime partite durante il giorno“. D: È una cosa che fai anche oltre Roma, l’hai fatta in altri tornei?Darderi: “Il caffè? Sì, sono abituato. A Roma forse ne ho preso un po’ troppo, più del normale, però in generale lo faccio, più del mate“. ...

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